Integrazione Somatica
Le discipline somatiche si rivolgono all’educazione esperienziale del corpo e della voce così come sono vissuti soggettivamente, in prima persona, dalle persone, i gruppi, le comunità. Coinvolgono chi partecipa in un’esplorazione attiva della propria corporeità vissuta, ovvero percepita e sentita nel qui e ora, per facilitare nuove forme di consapevolezza e relazione con il proprio corpo, nonché́ l’emersione di nuove possibilità̀ di movimento, vocalità̀, pensiero ed espressione.
Tra le discipline somatiche ci sono approcci strutturati, come il Body-Mind Centering, il Metodo Feldenkrais, quello Laban-Bartenieff, tradizioni di derivazione orientale, e altri approcci legati a forme di trasmissione che non hanno sentito il bisogno di strutturarsi in ‘scuole’.
Una delle linee di azione di Mirmica è lavorare sull’integrazione degli approcci e delle conoscenze somatiche nelle prassi di ricerca artistico-scientifica e in quelle di creazione, formazione e cura, al fine di facilitare una riformulazione fertile e inclusiva della dissociazione mente-corpo che ancora caratterizza l’eredità culturale in cui viviamo.
Gli approcci possono essere diversi, coinvolgere gruppi o singole persone, e possono proporre pratiche di movimento, di anatomia esperienziale, di tocco, integrate dallo studio anatomico-teorico, da conversazioni strutturate, da esplorazioni estetiche e artistiche con diversi materiali, svolte all’interno oppure in ambienti esterni, naturali. Ogni volta non si tratta di immaginare un travaso di tecniche o soluzioni già pronte, ma interrogare la rilevanza del corpo vissuto nei diversi ambienti, e definire nel dialogo pratiche e modalità̀ di valutazione idonee.
L’Integrazione somatica si è sviluppata in Mirmica in attività internazionali, insieme a centri di formazione e ricerca, all’interno e all’esterno di due progetti europei dedicati, e in diversi progetti locali che hanno coinvolto persone e gruppi di cittadini, anche in collaborazione con strutture legate alla promozione della sanità mentale e all’inclusione di persone portatrici di disabilità psico-fisiche, a comunità dedicate alla promozione dei diritti delle persone Lgbtq+ e/o delle persone migranti, fondazioni, enti culturali e ambientali, giornali, enti di formazione per specialisti delle professioni di cura. Per riconscere il proprio corpo e quello dell’altro nella sua unicità e fragilità, nella capacità di agire di ognuno, radicando lo sguardo nel presente e nelle sue possibilità di sviluppo e trasformazione.